MODULO 1

1. L'AMBIENTE MARINO

Gli oceani coprono il 70% della superficie terrestre globale, raggiungono profondità di oltre 11.000 m, rappresentano oltre il 95% del volume della biosfera e costituiscono nel loro insieme il più grande ecosistema presente sulla Terra. I fondali marini e la colonna d’acqua sovrastante possono essere suddivisi in zone a diversa profondità (fasce batimetriche) che hanno caratteristiche fisico-chimiche peculiari e rilevanti per gli organismi che vi abitano. Le proprietà specifiche dell’acqua di mare, tra cui l’elevata temperatura di fusione e di ebollizione, l’alta viscosità, l’elevata tensione superficiale e il forte potere solvente, conferiscono alle masse oceaniche caratteristiche che richiedono adattamenti specifici da parte degli organismi. Una variabile chiave per la vita negli oceani è sicuramente la salinità, ovvero la quantità di soluti nell’acqua derivante dalla dissoluzione delle rocce nell’ambiente terrestre e dalle fuoriuscite vulcaniche. L’ambiente marino, essendo fluido, è al contempo un ambiente estremamente dinamico. Le correnti marine, determinate sia dai venti sia dalle differenze di temperatura (e quindi di densità tra le masse d’acqua), influenzano molti processi fisici e biologici e rappresentano un veicolo essenziale per il trasporto di organismi ed energia tra diverse porzioni degli oceani. La Biologia Marina è una branca dell’ecologia che richiede studi specifici rispetto all’ecologia terrestre. I principi ecologici generali sviluppati dallo studio dell’ambiente terrestre, infatti, non sono di fatto quasi mai riscontrabili/applicabili in ambiente marino. In questo capitolo capiremo come le peculiarità chimico-fisiche dell’ambiente marino siano alla base di questa diversità.

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