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L’orso bruno è il più grande e carismatico carnivoro europeo e del Nord-America. Ancora molto diffuso in Russia, Europa orientale e Nord-America. In Italia vivono tre distinti nuclei: due sulle Alpi, il primo nel Trentino occidentale e l'altro nel Tarvisiano e zone di confine tra Friuli Venezia Giulia, Austria e Slovenia; il terzo è costituito dalla sottospecie endemica “Ursus arctos marsicanus” dell’Appennino centrale.

NOME SCIENTIFICO

  • Ursus arctos

CLASSIFICAZIONE

  • Mammiferi, Ursidi

GRADO DI MINACCIA IUCN

  • Minor preoccupazione (LC); In pericolo critico in Italia (CR)

DOVE VIVE

  • Emisfero settentrionale, Italia inclusa.


L’ABC DELLA SPECIE

L’orso presente sulle Alpi italiane appartiene alla sottospecie europea, poiché la sua presenza è riconducibile a un progetto che ha reintrodotto 10 animali provenienti dalla florida popolazione slovena tra il 1999 e il 2002. L’orso bruno marsicano invece, sottospecie autoctona dell’Appennino centrale, ha il mantello di colore bruno marrone, dimensioni più piccole e il cranio più largo e corto del cugino europeo.

 

Dall’indole solitaria, l’orso bruno è maggiormente attivo nelle ore crepuscolari e notturne dedicando molto tempo alla ricerca di cibo. Frutta, germogli, bulbi, tuberi, bacche, miele, invertebrati, piccoli vertebrati e carcasse di animali sono alla base della dieta onnivora di questo grande plantigrado che varia sensibilmente in relazione alla stagione e alla disponibilità del territorio. 

 

Maschio e femmina si incontrano durante il periodo riproduttivo per poi tornare a condurre una vita solitaria; i piccoli, generalmente due, nascono in pieno inverno durante il periodo di “sonno invernale” al riparo di una tana accuratamente scelta in cui completano il loro sviluppo. Ciechi, con un peso che non supera i 500 grammi, per appena 20 cm di lunghezza, i cuccioli crescono rapidamente e in primavera escono dalla tana al seguito della madre con cui rimarranno per circa 2 anni.  


CARATTERISTICHE E CURIOSITÀ

Gli orsi bruni sono strettamente legati al bosco, soprattutto la specie alpina, anche se questo adattamento è stato probabilmente rafforzato dalle persecuzioni umane.

 

Durante i rigidi mesi invernali, l’orso bruno trova riparo in una cavità naturale accuratamente scelta per esposizione e altre caratteristiche. In realtà, non si tratta di un vero e proprio letargo, ma piuttosto di un sonno invernale, che può durare fino a 6 mesi, ma è normalmente interrotto nelle giornate invernali un po’ più calde, quando l’animale può uscire alla ricerca di cibo.

 

L’orso possiede occhi molto piccoli e una vista poco efficiente, ma il suo olfatto lo guida ovunque ed è in grado di sentire gli odori a distanza di 2-3 km! Non è una specie molto vocifera e il suo particolare verso si chiama ruglio.


LE MINACCE

A livello europeo lo status di conservazione dell’orso bruno non desta particolari preoccupazioni, mentre la popolazione unica dell’Appennino centrale è inserita nella lista rossa IUCN tra le specie in pericolo critico di estinzione, a causa dell’esiguo numero (in natura si contano solamente 50-60 esemplari), dell’isolamento geografico e dal persistere delle minacce.

 

Nonostante la protezione di norme nazionali e internazionali di cui gode, l’orso bruno è ancora vittima della persecuzione diretta e indiretta da parte dell’uomo. Bracconaggio con lacci, veleno e arma da fuoco, e mortalità accidentale causata in primis dagli investimenti stradali, rappresentano minacce importanti per la sopravvivenza a medio e lungo termine di questa specie.

 

L’orso bruno marsicano ha bisogno di grandi spazi e la presenza nel suo areale di strade, centri abitati, ferrovie e diverse altre infrastrutture sottraggono e frammentano il suo spazio vitale compromettendone la possibilità di aumentare di numero e estendere il suo areale. Questi sono i motivi per cui, nonostante le nuove nascite, la popolazione non aumenta: muoiono troppi orsi! 


COSA FA IL WWF

L’orso bruno è uno dei simboli delle battaglie storiche del WWF per la natura d’Italia. La popolazione di orso bruno delle Alpi sta crescendo lentamente, e se da una parte ciò è senza dubbio positivo, dall’altra il suo ritorno in aree da cui si era estinto, ripropone nuovi conflitti con la popolazione. La sua presenza può creare conflitti con l’allevamento brado diffuso in parte delle Alpi, ma la lunga esperienza del WWF conferma che gestendo questi conflitti la convivenza è possibile. In molti altri Paesi del mondo, i conflitti con i grandi carnivori vengono affrontati e gestiti, sebbene sempre con difficoltà, ma spesso con buoni risultati.

 

Dal 2019 il WWF è attivo per la conservazione dell’orso bruno marsicano con il progetto Orso 2×50. Obiettivo auspicabile di questi sforzi di conservazione nel medio-lungo termine è l’incremento numerico della popolazione e l’espansione dell’areale nell’Appennino centro-meridionale. Ridurre la mortalità antropica, migliorare la connettività ecologica e ridurre i conflitti con le comunità locali sono i principali obiettivi. Sempre dal 2019 il WWF è partner del progetto Life Arcprom, un progetto europeo che mira a migliorare la coesistenza uomo-orso in diverse aree protette in Grecia e in Italia. Nel Parco Nazionale della Maiella il WWF si occupa in particolare, in sinergia con il Parco stesso, di azioni di comunicazione e sensibilizzazione. 


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Credits

Testi e immagini sono tratte dalla pagina dedicata all'ORSO BRUNO dal sito ufficiale del WWF


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